Movebubble, l’app di affitti (tra privati) più in voga a Londra

Home / REnews / Innovation / Movebubble, l’app di affitti (tra privati) più in voga a Londra

Continua a crescere il numero di siti web/app che fungono da portali immobiliari riservati a vendita o affitto tra privati.

Oggi parliamo di Movebubble.com, una startup inglese che pare stia riscuotendo un grosso successo oltremanica.

Creata nel 2014 a Shoreditch, Londra, dall’inglese Aidan Rushby, Movebubble è un applicazione per l’affitto di immobili residenziali tra privati.

All’epoca in cui ha fondato la sua startup, Rushby aveva 27 anni e si occupava di marketing per un’agenzia immobiliare di Bristol.

“Al giorno d’oggi affittare una nuova casa è un vero e proprio incubo – afferma Rushby –  noi vogliamo semplicemente rendere il processo di ricerca di una nuova casa un’esperienza stimolante e divertente. Come ogni nuovo inizio dovrebbe essere”.

E infatti il motto di Movebubble è proprio The App That Aims To Make Renting In London Suck Less , ovvero “l’app che fa sì che la tua esperienza d’affitto faccia un po’ meno schifo”.

 

Come funziona Movebubble?

Al momento il servizio copre solo la città di Londra, ma conta già più di 10.000 utenti al mese. Sito web e app mettono in contatto proprietari e affittuari e consentono di cercare tra proprietà aggiornate in tempo reale, evitando così la delusione di vedere annunci di immobili che sono già fuori dal mercato.

Inoltre, l’app consente di gestire l’intero processo di affitto, permettendo anche di prenotare le visite e di fare offerte attraverso la piattaforma.

È previsto anche un sistema di recensioni, per cui alla fine gli utenti possono dare un feedback sull’esperienza. Secondo le stime di Rushby – l’applicazione permette di risparmiare in media 20 ore di ricerca.

L’app è gratuita per gli utenti, mentre gli agenti immobiliari devono pagare una fee di 80 sterline per ogni contratto concluso.

 

 

Finora Movebubble e i suoi creatori hanno raccolto $ 1,6 milioni di finanziamenti, che si aggiungono ai fondi stanziati originariamente, per un investimento totale di circa 3,4 milioni di dollari. Tra gli investitori anche Adam Williams, Managing Director di Spotify.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *