Metti una sera… a casa: con l’open-housing l’evento è a domicilio -I parte-

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Concerti, mostre, lezioni di ogni genere e cene private. È l’open-housing, il movimento che organizza eventi culturali in abitazioni private. La formula è semplice: creativi di tutto il mondo, ma anche persone comuni, scelgono di aprire le porte delle proprie case per trasformarle in musei, sale per concerti segreti, teatri, ristoranti esclusivi, orti sui tetti e, perché no, anche allevamenti di api, tutto per attività rigorosamente “homemade”.

… a teatro o a una mostra

Gli elementi fondamentali sono due: la condivisione di esperienze e la ricerca di spazi inediti per diffondere la cultura.

«Nei grandi spazi a volte gli spettatori sono solo un numero – spiega Tina Codina, da sempre attiva nell’organizzazione di grandi eventi, che insieme a Miquel Ferrer, ha dato vita al progetto Cultura a Casa, a Palma de Mallorca -. Vogliamo portare la cultura in un ambito privato,  dove si creano vincoli che non possono nascere all’interno di un teatro, vogliamo “umanizzare” la cultura». Nata nel 2012 con i Secrets Brunch, speciali brunch che univano cultura e convivialità, Cultura a Casa è cresciuta molto, tanto da lanciare quest’anno il suo primo Festival Domestic. Ora organizza concerti, esposizioni, spettacoli e conta sempre più persone desiderose di mettere a disposizione il proprio salotto per ospitare le esibizioni degli artisti.

(una mostra fotografica in casa)

Niente soggiorni e divani invece a Siviglia, con  Redetejas  l’arte va in scena sui tetti dei palazzi. Redetejas, (in spagnolo “red”, rete, e “teja”, tegola) rappresenta infatti una rete di microspazi culturali che organizza eventi a cielo aperto. Il progetto unisce associazioni, artisti e moderni anfitrioni per dare vita ad appuntamenti davvero speciali, rigorosamente sui tetti delle case. La pratica si sta diffondendo in molte le città e così a Redetejas hanno pensato di scrivere un vero e proprio manuale  di consigli utili  per chiunque volesse replicare un’esperienza simile nel proprio palazzo.

Un evento sul tetto di Redetejas

Andrew Trotter e Mari Luz Vidal organizzano invece mostre fotografiche con cene a tema (ma anche concerti)  nel loro appartamento di Barcellona e, grazie a una raccolta di crowdfounding su Kickstarter, hanno da poco dato vita a un nuovo progetto: Openhouse, the life we share, una rivista totalmente dedicata al mondo dell’open-housing.

… in concerto

Canzoni da una stanza, Songs from a room, è il significato dell’acronimo Sofar, il sito web nato da un’idea di tre ragazzi londinesi, già presente in 47 città di diversi Paesi e da poco sbarcato anche in Italia. Sofar Sounds organizza “concerti al buio” fra le mura domestiche: il nome del cantante infatti lo si scopre solo la sera stessa e per partecipare non si può fare altro che iscriversi sul sito e aspettare con ansia i giorni antecedenti l’evento per scoprire se si avrà la fortuna di fare parte della ristretta platea. Chi non volesse correre il rischio – ed è proprio il caso di dirlo – di restare alla porta può sempre proporre la propria casa come location per un concerto, unico requisito:  avere abbastanza spazio per ospitare 30/50 persone. Chi invece preferisse scegliere quale gruppo andare a sentire può dare un’occhiata a Homeconcert.org, oppure a sottovo.ce.it, la formula è la stessa, ma il nome dell’artista che si esibirà non è tenuto segreto.

Elisa Zanetti

Leggi anche la seconda parte.

Un concerto segreto organizzato da Sofar

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