L’immobiliare: dal 2017 il mercato più vantaggioso per gli affari

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di Antonio Leone

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L’anno economico che si avvia alla conclusione è stato segnato da circostanze eccezionali: crollo del prezzo del petrolio, crisi dei mercati asiatici e non da ultima la Brexit. Avvenimenti straordinari, che hanno fatto tremare i polsi anche agli investitori più audaci e lungimiranti.

In questo non certo rassicurante quadro, tuttavia, il mercato immobiliare italiano non ha registrato gravi ripercussioni, questo principalmente perché gli effetti della crisi economica e la stretta creditizia delle banche hanno già pesantemente condizionato il mercato immobiliare italiano negli anni trascorsi. Inoltre non va trascurato l’importante effetto “argine” operato dal legislatore che è intervenuto negli ultimi otto mesi due volte, emanando provvedimenti che si sono mostrati come importante stimolo al capitale privato ad avviare attività di investimento nel settore immobiliare.

A ben guardare i dati economici, possiamo all’opposto affermare, seppur cautamente, di essere usciti dal periodo di crisi più stringente e l’anno che verrà sembra avere le carte in regola per incoraggiare ad investire ulteriormente in immobili, sia attraverso l’acquisto a fini abitativi, sia per mettere a reddito l’immobile. Nomisma registra un segno positivo (+6%) collegato alla compravendita di immobili destinati all’uso residenziale e le proiezioni del prossimo triennio  riportate da uno studio combinato Yard – Censis, tracciano una normalizzazione del Real Estate italiano, che si fonderà  su un più avanzato rapporto tra domanda e offerta: compravendite e prezzi seguiranno una tendenza che vedrà la crescita delle prime e una sostanziale stabilizzazione dei secondi, che torneranno ad aumentare a partire dal 2018 e la crescita dei prezzi potrebbe essere più accentuata nelle città medie che in quelle metropolitane.

Ci stiamo infatti progressivamente avviando verso quella che viene definita “finanziarizzazione del mercato immobiliare”, vale a dire che i beni immobili stanno assumendo caratteristiche sempre più vicine al quelle dei beni mobili, nel senso che entrambi sono trattati dagli operatori economici in maniera sempre più omogenea, sia in termini di approccio, sia in termini di regole e pratiche applicate, profilandosi un mercato nel quale lo scambio di beni immobili e prodotti finanziari tendono ad omologarsi.

È naturale tener presente che l’investimento immobiliare conserva delle caratteristiche distintive che lo rendono differente da un titolo di debito o da una quota del capitale sociale di un’azienda. Eppure, dato comune è l’obiettivo dell’investitore immobiliare: massimizzare il rendimento del proprio investimento.

Se un investitore immobiliare si avvia ad effettuare un investimento a reddito, la principale valutazione da compiere è relativa all’assorbibilità dell’immobile una volta immesso sul mercato.

Ho iniziato da qualche tempo a tenere corsi di formazione per operatori economici che vogliano specializzarsi sul prodotto immobiliare, sia esso acquistato all’asta sia che si intenda collocarlo sul mercato per trarne una rendita finanziaria. Con particolare riguardo a questo ultimo caso, suggerisco di orientare l’acquisto di immobili già locati, meglio se a primari conduttori. Le banche sono propense ad accordare più volentieri leasing immobiliari su questi immobili, poiché il credito vantato è in qualche modo già garantito dal pagamento della rata dall’inquilino, sempre che sia un soggetto affidabile.

La stima del mercato immobiliare è tuttavia cosa complessa, le quotazioni di un bene immobiliare sono  suscettibili di variabili anche consistenti: la stessa tipologia di immobile può presentare  valutazioni notevolmente differenti  da città a città e persino da quartiere a quartiere.

In oltre trent’anni come investitore immobiliare, ho assistito ciclicamente a contrazioni ed espansioni del mercato immobiliare ed ho registrato dozzine di variabili che ho, nel corso di questi anni ordinato ed organizzato per orientarmi ad agire sul mercato in maniera consapevole e trasferire questa esperienza ai miei allievi e al Club di Investitori Immobiliari che ho creato, che vede coinvolti operatori del settore che si confrontano e si scambiano informazioni utili ad implementare la qualità di un mercato sempre più stimolante.

L’investimento immobiliare può diventare una professione, ma occorre saper individuare l’immobile ideale, quello che meglio risponde alle nostre esigenze di business, intercettare i desideri e i gusti degli acquirenti, possedere intuito e attitudine alla ricerca. Mi piace rilevare che sia all’ultimo corso di formazione sulle Aste Immobiliari che ho tenuto a Roma ad ottobre, sia al prossimo corso sugli Immobili a Reddito a Milano il 5 e 6 novembre, un incremento della presenza di giovani, sia ragazzi che ragazze, provenienti da aree formative anche diverse (ingegneria, architettura ed economia fra le altre) desiderosi di apprendere con grande tenacia l’esperienza maturata sul campo, mettersi in gioco in un settore che evidentemente trovano stimolante. Questo rappresenta per me la soddisfazione maggiore.

BIOGRAFIA: Antonio Leone, imprenditore e investitore e coach immobiliare, opera fin dagli anni ottanta nel settore immobiliare. Esperto di Real Estate e coach immobiliare, ha importato dagli States un nuovo modo di fare investimento, applicandolo alle proprie Società e suggerendone le strategie al suo Club Di Investitori Immobiliari, un network di persone che si confronta pubblicamente e sui social, attraverso lo scambio di proposte e il confronto in streaming sul tema dell’investimento immobiliare. Profondo conoscitore dell’intelligenza finanziaria, si è formato presso leader finanziari e businessman internazionali quali: Robert G. Allen, Robert Kiyosaki e Anthony Robbins. Presidente e AD di Clamber S.p.A., società di investimenti immobiliari, trading e messa a reddito di immobili di prestigio. É ideatore del Metodo Solving Estate™ diretto a  liberare l’esecutato in tempi ridotti. É investitore operante sul mercato internazionale, essendo profondo conoscitore delle dinamiche economiche e finanziare nazionali e internazionali, in particolare il mercato europeo e americano. Negli Stati Uniti vive e lavora parte dell’anno, avendo fondato una delle sue società con sede a San Francisco.  INFO www.antonioleone.net

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