Kondo: la piattaforma che vuol mettere da parte gli agenti immobiliari

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KONDO PLATFORM

Il principale scopo di Kondo? La piattaforma, nata nel Nord Ovest dell’Inghilterra, si propone di rendere marginale il ruolo dell’AI nelle compravendite, creando un ponte diretto tra venditore e cliente, rigorosamente online.

Siccome stiamo parlando dell’Inghilterra, va precisato che il mercato immobiliare al di là della Manica è sempre stato – fino ad ora – in mano agli intermediari, tant’è che il 90% delle vendite di case viene condotto tramite agenzia. Un elemento non trascurabile riguarda poi le conseguenze che la Brexit ha prodotto nel settore: ora bisogna fare i conti anche con un rallentamento generale del comparto, con un clima di incertezza diffusa e con degli acquirenti decisamente più cauti.

In questo contesto si inserisce Kondo, la nuova piattaforma che intende rivoluzionare la compravendita di immobili e rompere gli schemi del settore immobiliare tradizionale inglese. Kondo promuove il concetto di “do-it-yourself” applicandolo alla compravendita delle case e assicura flessibilitàrisparmi di tempo e denaro.

Come funziona?

Kondo si basa su un servizio base gratuito, dedicato ai proprietari, che permette di pubblicizzare la vendita dei loro immobili, analizzare e coordinare le visite e negoziare accordi. Si presuppone dunque che il servizio base sia dedicato a chi ha una certa esperienza nel settore, perché ipotizza una dimestichezza con l’ambiente e una conoscenza del mercato che implicano una certa competenza e professionalità, proprie del ruolo dell’agente immobiliare. Per chi, invece, è alle prime armi con tecniche di vendita, valutazioni e tutto il resto, Kondo offre anche una serie di abbonamenti a pacchetto. Questi pacchetti hanno un costo mensile molto contenuto (£3.99) e promettono di fornire all’utente indicazioni su come gestire la propria vendita, trattando argomenti quali il processo di trasferimento e l’imposta di bollo e dando vari suggerimenti su come, ad esempio, realizzare foto perfette per illustrare al meglio la proprietà.

Il servizio è nato da un evidente orientamento del mercato immobiliare verso la fruizione dei servizi online, che segna trasversalmente tutti i settori, non solo in Inghilterra ma in tutto il mondo. La differenza sostanziale risiede nel fatto che, nel comparto del settore immobiliare, Kondo non include la figura professionale dell’agente ma pretende la sua sostituzione (skills, conoscenze ed esperienze incluse) con un pacchetto di consigli e suggerimenti da 4 sterline mensili. La questione vede quindi, da un lato, una maggiore flessibilità, immediatezza e un consistente risparmio – considerando che la commissione degli intermediari è certamente più elevata. Dall’altra parte, però, ciò comporta una banalizzazione dei servizi di compravendita che, oltre a sminuire ulteriormente chi di queste cose ne sa, potrebbe portare a situazioni rischiose e a delle mosse non proprio azzeccate da parte di utenti inesperti.

La piattaforma inizialmente era riservata agli abitanti della regione Nord Ovest dell’Inghilterra, mentre ora è pronta per la diffusione nazionale. Sicuramente, il caso Kondo offre uno spunto di riflessione: è questo il momento giusto per meditare su ogni possibile conseguenza del trend web e adoperarsi nella difesa degli specialisti del settore. Riuscirà Kondo a mettere da parte la figura dell’AI? Noi ci auguriamo di no! Il dibattito è aperto…

 

2 Comments

  • Mi domando cosa fanno gli AI inglesi per ostacolare ed opporsi ad operazioni di questo genere. Ma anche cosa fanno e cosa faranno gli AI italiani in previsione dell’estensione di tale piattaforma anche nel ns. paese, cosa ovvia. Non vorrei nulla come è accaduto per l’ingerimento delle banche nel settore immobiliare!
    La legge italiana dice che chi mette in contatto due o più parti per la conclusione di un affare ha diritto ad una provvigione, restringendo poi però il campo solo agli agenti immobiliari con qualifica.
    Non so cosa preveda la legge inglese ma ritengo che visto cosa indica l’articolo, primo il mettere in contatto le due parti già potrebbe identificare un servizio di intermediazione, secondo il fatto che si debba pagare un “quid” anche se fosse un solo cent. si potrebbe identificare in una richiesta di intermediazione camuffata.

    • Gentile Enrico, condividiamo la tua preoccupazione riguardo alle possibili conseguenze che questa piattaforma potrebbe avere qualora entrasse nel mercato italiano. Noi con WikiCasa.it e WikiRe.it difendiamo il ruolo dell’agente immobiliare: sul nostro portale, infatti, possono pubblicare solamente gli agenti qualificati (limitando così la disintermediazione) e non i privati, come sempre più invece accade in altri portali immobiliari. Stiamo facendo importanti passi avanti. Se vuoi saperne di più guarda il nostro video: https://youtu.be/Hnuq-WF9Bcw

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