Città come il corpo umano: i Dogon

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5354-050-16065303I loro villaggi sono costellati da tetti appuntiti che sembrano cappelli di strega, le loro case sono fatte di fango. Coltivatori di miglio e tabacco, abili nell’intagliare e realizzare sculture in legno, sono noti soprattutto per la loro cultura, la straordinaria conoscenza delle stelle a la loro complessa concezione cosmogonica.

Parliamo dei Dogon, un’antica popolazione africana che vive nell’altopiano centrale della regione del Mali e che costruisce i propri villaggi seguendo una pianta molto particolare. Le costruzioni che compongono l’agglomerato vengono infatti disposte seguendo il profilo del corpo umano: ogni edificio ha quindi una collocazione definita in base all’importanza e alla funzione che ricopre.

305-2-grande-1-vastu1La testa è occupata dal toguma, il luogo dove gli anziani si radunano per prendere le decisioni che riguardano la vita della comunità. Questa struttura, oltre a rappresentare il centro legislativo e organizzativo del villaggio, si differenzia per un’altra singolare particolarità: la scarsa altezza del soffitto. Questa scelta, che di primo acchito potrebbe risultare bizzarra, deriva dalla volontà di impedire che le discussioni fra i membri dell’assemblea possano degenerare, spingendo le persone ad alzarsi in piedi o addirittura a scontrarsi fisicamente. Il toguna ha forma quadrata e, a differenza del soffitto, ha un tetto molto alto, che può raggiungere i sei metri. Fatto di fascine di steli di miglio che lo isolano dal caldo e dalla pioggia, può essere sostenuto da colonne di pietra o di legno lavorato a mano.

Nel punto dove si trova la gola vivono gli anziani, che con le loro sagge parole guidano i propri concittadini. Attorno al cuore e nel tronco vengono costruite le case degli abitanti del villaggio, mentre il braccio destro è dedicate ad accogliere le donne, che durante i giorni del ciclo si trasferiscono nella yapuna guina, la casa delle mestruazioni. I Dogon credono infatti che in questa fase le donne siano impure e debbano trascorrere le giornate lontane dal centro del villaggio. Gli altari per le celebrazioni si trovano ai piedi, a sostenere tutto il corpo, mentre in corrispondenza degli organi sessuali si trovano l’altare di fondazione, che ha forma fallica, e il frantoio delle olive, che simboleggia invece l’organo riproduttivo femminile.

Elisa Zanetti

Uomini all'interno del Toguma
Uomini all’interno del Toguma

 

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