Costruire nella roccia per preservare il paesaggio: la villa ipogea sulle Dolomiti

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A Villandro, un piccolo comune in provincia di Bolzano, l’architetto slovacco Pavol Mikolajcak ha progettato questa splendida villa semi-ipogea, ampliando una struttura preesistente adagiata a 1.100 metri d’altezza, pregevole esempio di architettura rurale del Sud Tirolo.

Obiettivo dell’intervento è quello di preservare l’autenticità dell’edilizia tradizionale – le tipiche residenze con tetto in scandole di legno ed annesso capanno – e, allo stesso tempo, assecondare le più moderne necessità legate al vivere quotidiano del giovane proprietario. È proprio il desiderio di non alterare il paesaggio immerso tra le Dolomiti con l’inserimento di un volume estraneo a spingere il progettista a creare un’opera ipogea.

Il versante della montagna è stato scavato per ricavare nuovi spazi abitativi adiacenti alla vecchia casa e al fienile. La nuova area è su due livelli: uno adibito ad autorimessa e uno a casa.

I materiali scelti graduano la transizione tra antico e nuovo: pietra naturale, acciaio, legno e cemento a vista, fino ad arrivare alla grande vetrata affacciata sulle Dolomiti e la Valle Isarco, incorniciata da una struttura in cemento a più facce.

La zona giorno è costituita da un unico ampio ambiente dove trovano posto la cucina a vista e il soggiorno. Un corridoio distribuisce gli spazi della zona notte: le due camere sono posizionate verso la vallata mentre i due bagni verso la montagna.

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